Frammenti Sparsi

Potrei farci un diario. Ma sono nomade. E anche i miei frammenti lo vogliono essere.

Scarpe da tennis anni Ottanta — settembre 21, 2012

Scarpe da tennis anni Ottanta

Lo schermo mostra paesaggi sovrapposti. Una fascia orizzontale: incantevole e confusa.

La città sotto terra è vivace. E gotica, e in penombra.

Lo scantinato è entrambe le cose.

Seducente e  chiaroscuro. Zeppo di cataste e di storia.

E tu, ti  aggrappi alle curve dolci, a un pilota automatico, a una voce che ti dice: non aver paura.

Ma basta una spalla girata. Una parola storta.

Un rigurgito e ti ripiglia. E torni giù.

Urli: vogliolaluce!

Ma che fatica.

E allora pensi alle scarpe da tennis anni 80. Si possono usare, eccome!

Ma giù, ad avvolgere i piedi.

La testa pensa ad altro. Ad attraversare la strada e alla spesa per la cena.

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è giunta l’ora — ottobre 27, 2011

è giunta l’ora

prove di volo in cielo, questa sera. bolle, elissi, baffi neri, come sciami di pesci neri, in movimento armonico verso le nuvole e con scatto sincronizzato in discesa verso la terra, per scivolare e nuotare di nuovo insieme verso l’alto. una magia che porta poesia sopra l’alienante e grigia autostrada. le rondini stanno partendo…

Filo senza senso — ottobre 22, 2011

Filo senza senso

Da principio pare timida.

Una i piccina e stretta che sguscia, spinta dal piede di  una L , che la guida.

La i s’affaccia appena.

Il suo puntino si guarda intorno, saltella e guizza avanti

costringendo la L a un passo più deciso.

Liiiiiiiiiiiii

Prende coraggio. Un passo, lo stipite

ed è in bilico

Lib-b…b …

Un salto avanti forte sul suolo: be!

Ed è di lá: Li-be!

Si tira su, occhio solerte.

L’aria le piace e allora

prende la rincorsa su una r rotolante.

Libe scorrrrre e un salto ancora…

Piedi a terra ed é taaa!

Spalanca tutta se stessa, le braccia, il viso, la gioia, l’aria aperta ed immensa ed è finalmente

Li e ber e taaaaaaaaaaa. Finalmente Libertá!

Che meraviglia, che forza, che crescendo maestoso e vasto ed infinito.

E quell’accento? Un respiro pieno, schietto e vibrante!

….

Ma ohibò,  che vedo? Che le stanno facendo?

Oramai solo un filo è, che disegna delicatamente una fragile figura: Libertá

E basta una mano indifferente che di passaggio fingendo noncuranza ne tiri l’estremitá.

E scompare.

La a si slaccia

la t e la r si disfano,

la e si scioglie, la b si china,

la i si spegne e

la L s’appiattisce.

Non resta che un filo, abbandonato e piatto.

Non resta che un filo senza senso.

(ora che il PDL vuole cambiare nome al partito, ho recuperato nello scantinato del mio disco rigido questo post, scritto ai tempi della neo-coniatura della compagine di mister B: presa dallo sconforto avevo scherzato, diciamo così, con la parola libertà, ormai davvero solo un segno, un filo, una forma senza contenuto. Un packaging perfetto, per una scatola vuota.)
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