Frammenti Sparsi

Potrei farci un diario. Ma sono nomade. E anche i miei frammenti lo vogliono essere.

Eccolo qui: un mio racconto da sfogliare … — giugno 11, 2012

Eccolo qui: un mio racconto da sfogliare …

Sono 6 anni che questo signore, il protagonista del racconto, si sposta dentro il mio computer e subisce trasformazioni di ogni genere. Anche se la sua non è una vita facile, vuole uscire dalle cartelle del laptop … Ha più coraggio lui di me. E’ lui, sia chiaro, che mi costringe a condividerlo con voi. Io chiudo gli occhi e ve lo cedo … e aspetto le vostre reazioni.

E dunque sia: cliccate sulla copertina e sfogliate le pagine!

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è giunta l’ora — ottobre 27, 2011

è giunta l’ora

prove di volo in cielo, questa sera. bolle, elissi, baffi neri, come sciami di pesci neri, in movimento armonico verso le nuvole e con scatto sincronizzato in discesa verso la terra, per scivolare e nuotare di nuovo insieme verso l’alto. una magia che porta poesia sopra l’alienante e grigia autostrada. le rondini stanno partendo…

Filo senza senso — ottobre 22, 2011

Filo senza senso

Da principio pare timida.

Una i piccina e stretta che sguscia, spinta dal piede di  una L , che la guida.

La i s’affaccia appena.

Il suo puntino si guarda intorno, saltella e guizza avanti

costringendo la L a un passo più deciso.

Liiiiiiiiiiiii

Prende coraggio. Un passo, lo stipite

ed è in bilico

Lib-b…b …

Un salto avanti forte sul suolo: be!

Ed è di lá: Li-be!

Si tira su, occhio solerte.

L’aria le piace e allora

prende la rincorsa su una r rotolante.

Libe scorrrrre e un salto ancora…

Piedi a terra ed é taaa!

Spalanca tutta se stessa, le braccia, il viso, la gioia, l’aria aperta ed immensa ed è finalmente

Li e ber e taaaaaaaaaaa. Finalmente Libertá!

Che meraviglia, che forza, che crescendo maestoso e vasto ed infinito.

E quell’accento? Un respiro pieno, schietto e vibrante!

….

Ma ohibò,  che vedo? Che le stanno facendo?

Oramai solo un filo è, che disegna delicatamente una fragile figura: Libertá

E basta una mano indifferente che di passaggio fingendo noncuranza ne tiri l’estremitá.

E scompare.

La a si slaccia

la t e la r si disfano,

la e si scioglie, la b si china,

la i si spegne e

la L s’appiattisce.

Non resta che un filo, abbandonato e piatto.

Non resta che un filo senza senso.

(ora che il PDL vuole cambiare nome al partito, ho recuperato nello scantinato del mio disco rigido questo post, scritto ai tempi della neo-coniatura della compagine di mister B: presa dallo sconforto avevo scherzato, diciamo così, con la parola libertà, ormai davvero solo un segno, un filo, una forma senza contenuto. Un packaging perfetto, per una scatola vuota.)
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