Come ogni giorno, quando vado a pranzo da mia madre, passo a salutare mia nonna. Ha 96 anni ed è una divoratrice di esperienze indirette raccontate dai nipoti. Purtroppo, da quando si ruppe la gamba alcuni anni fa, la sua mobilità è limitata. Ma per questo non rinuncia ai bigodini ogni giorno, né ad ascoltare la radio a volume altissimo, né a divorare le storie che noi nipoti le portiamo a casa. Un vero nutrimento per lei. Più delle medicine. Più della frutta o del bicchiere di vino che si concede a pranzo.

Ieri, come d’abitudine, sono passata da lei. Mi aspettava ansiosa perché il fine settimana ero stata a Bologna, alla scuola dei master dell’università, per parlare del mio mestiere. Voleva sapere tutto. Da come ero vestita a chi c’era. Da come era la villa in cui si tenevano le discussioni a quello che avevo detto io. Con passione le ho raccontato di tutto, magari soffermandomi di più su cose che so che a lei piace sentire. Ma soprattutto le ho raccontato ciò che ha colpito me. Le ho raccontato di aver conosciuto una donna che mi ha molto affascinato e che si occupa oggi di diversity. Con mia nonna, ovviamente, non ho usato questa parola, ma le ho spiegato che questa signora si studia l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro, soprattutto ai livelli più alti. Le ho raccontato che, mentre eravamo sedute nel giardino segreto della villa, questa signora mi ha elencato alcune statistiche che mi hanno sconsolato. Che anche negli Stati Uniti le cose non vanno tanto bene, le ho insomma detto che noi povere donne, senza quote rosa (nei confronti delle quali io ho sempre avuto dei dubbi) non ce la faremo mai. Mia nonna mi ascoltava concentrata, mentre io tutto questo glielo urlavo, per i suoi problemi di udito, e intanto, in piedi, amplificavo i miei racconti con le mani.

Oggi sono tornata da lei. Mi aspettava, seduta vicina alla radio, profumata per accogliere i miei baci. Prima ancora che io parlassi, mi ha preso le mani.

– Stefi, ho pensato a quello che mi hai detto. Quella signora lì, che ti diceva che le donne non hanno lavoro …

– Si, nonna, dimmi… ?

 – Devi dirle che le donne devono essere più gentili.

Avrei voluto abbracciare questa mia nonna di 96 anni che da ieri riflette sui miei racconti e mi aspetta per dirmi cosa pensa lei. E dolce come è lei, mi dice che è la gentilezza il grande segreto.

– Mio padre, ha continuato, mi ha insegnato il rispetto e la dignità.

– Nonna – urlo per farmi sentire – ma appunto è la dignità che non è rispettata!

E così si apre il dibattito. A parlare, lei del fatto che siamo noi a dover rispettare gli uomini, io a dirle che fin dalle origini, con la storia di Eva colpevole, siamo noi quelle in difetto. Lei a dirmi che però io sono una donna manager ed io quasi a difendermi per dirle che lo sono in quanto “erede”. Mia nonna, la mia dolce nonna, nata nel 1915, cresciuta ed educata in un’altra epoca, quando le donne non si sedevano al tavolo degli uomini, quando le donne servivano i loro uomini, fossero essi padri, mariti o figli. Mia nonna che mi dice che devo essere gentile, perché solo con la gentilezza le donne possono fare carriera. Mia nonna, che alla fine scuote la testa e dice:

– Insomma, allora tu la pensi così.

E tornando a casa pensavo a questa sua dolcezza, a questo suo credere che basti il sorriso e il rispetto. E pensavo a me, che sono cresciuta in un’epoca diversa e pensavo soprattutto al fatto che gli uomini non ci vogliono ai vertici. I motivi non li conosco, ma ecco il disagio c’é.

E pensando a tutto questo mi guardo un video che la “signora conosciuta a Bologna” mi ha citato. E scopro che siamo noi, anche noi, … a sbagliare. Scopro che le argomentazioni che ho portato a mia nonna sono esattamente il punto debole delle donne al lavoro. E che senza rendermi conto, dentro di me, (anche dentro di me!) è radicato quel pensiero, quell’atteggiamento che si esprime nella gentilezza.

È un bel video ed è stimolante. È un video TED di Sheryl Sandberg, Chief Operating Officer di facebook. Un video non solo per le donne. Ma anche per gli uomini, affinché, … per lo meno si preoccupino di sapere dove si trova la toilette per le signore.

Buona visione!

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