Ho passato recentemente una fine settimana in Baviera: Ammersee e una breve gita a Monaco di Baviera. Sarà stato il sole quasi estivo, saranno state le tante persone in coda a comprarsi un gelato, sarà stata l’allegria della primavera finalmente arrivata, fatto sta che sono tornata in Italia con un misto di ingenua e stupefatta euforia per quello che avevo visto e di frustrazione per quello che tornando a casa avrei ritrovato.

La stupefazione è scattata quando sono arrivata alle sponde del fiume, la Isar, che attraversa la città. Monaco città accoglie circa 1,5  milioni di abitanti. Oggi è la terza più grande città in Germania. Se si aggiunge l’hinterland si raggiungono i 2,5 milioni. Certo dall’esterno il nuovo sembra sempre più bello. Certo il sole rendeva tutto più luminoso. E certo, forse dietro le immagini bucoliche della periferia fatta di villette, giardini, ciclabili, bambini che si muovono da soli senza presenza di adulti su bici, pattini, monopattini… forse dietro tutto questo si nasconde, come ovunque, una realtà diversa, fatta di conflitti, di esisetnze recitate, di vita presunta felice.

Non voglio approfondire questo aspetto. Rimango in superficie, coscientemente in superficie, e mi limito a constatare che Monaco, la terza maggiore città della Germania, ha predisposto un piano di risanamento del fiume che l’attraversa, piano messo in piedi con un costante coinvolgimento dei cittadini e delle varie associazioni, al punto che nella mia passeggiata domenicale ho potuto vedere centinaia di persone in centro città, sdraiate al sole sulle sponde del fiume con sporadici  temerari tuffatori alla ricerca di frescura. Sia chiaro, temerari non per il possibile livello di inquinamento del fiume, ma per la sua temperatura. E’ pur sempre aprile e l’acqua scende dai ghiacciai.

Renaturierung, la chiamano. Rinaturalizzazione del fiume. Talmente efficace che pure i bambini possono, in pieno centro città, e mi ripeto, nella terza maggiore città della Germania, sguazzare nell’acqua trasparente.

Il piano di rinaturalizzazione è spiegato nel dettaglio qui.

Scopro, poi oggi per caso, che evidentemente non sono  l’unica a desiderare il passaporto tedesco. O perlomeno, a guardare alla Germania con uno sguardo nuovo. Secondo uno studio della BBC, infatti,  i tedeschi oggi sono … i più amati. Loro, i tedeschi,  ci credono poco e hanno subito cercato di dissuadere (leggi qui) da eccessi di entusiasmo.

Poco importa. Per noi poveri italiani, un fiume rinaturalizzato ad uso (gratuito) dei cittadini nel centro di una città rimane semplicemente un sogno, una fantasticheria.

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