La stampa tedesca nelle due ultime settimane è stata monopolizzata da un grave scandalo. L’affascinante ministro della difesa del governo Merkel, Karl Theodor zu Guttenberg, bavarese di origine, avrebbe copiato due terzi della sua tesi di laurea, discussa una decina di anni fa. Dapprima ha negato, poi ha ammesso errori e infine, dopo indicibili pressioni, nonostante il sostegno della BILD-Zeitung, ha rimesso il suo mandato e si è ritirato da tutte le altre attività. Già una settimana prima l’università presso la quale si era laureato gli ha tolto il titolo di laurea.

Certamente dietro vi sono pressioni politiche. Certamente la forte presenza mediatica di un ministro “giovane” infastidiva. Certamente errori nella gestione del ministero hanno pesato. Certamente, anche in Germania, espedienti di ogni tipo possono essere utilizzati per annientare l’avversario politico. Eppure il dibattito nei consessi accademici e lo scandalo per aver tradito la fiducia del mondo scientifico, che ha visto in questo plagio un’offesa al proprio ruolo nella società, vanno ben oltre il mero gioco politico.

Il fatto, inoltre, di aver mentito, di aver copiato, di non aver avuto cioè un comportamento retto ed etico, dato il ruolo pubblico che ricopre,  il fatto di aver avviato la sua carriera attraverso un plagio sono inaccettabili in un paese come la Germania.

La gente di strada, nelle varie interviste della TV bavarese, ha espresso generalmente dispiacere, ma nessuna attenuante per il suo imbroglio. Certo, ha anche i suoi fans con una pagina su facebook che lo rivogliono indietro.

Ma lo scandalo è troppo forte. L’indignazione non accetta attenuanti. E certo, forse, come mi è stato suggerito, la Germania vive costantemente con il senso di colpa e cerca di pulire sempre le macchie, soprattutto se a sporcare sono personalità delle istituzioni.

Aldilà, tuttavia delle possibili spiegazioni, della dietrologia, del conflitto politico, i fatti sono chiari. Il ministro della difesa è stato privato del titolo universitario ed è stato costretto a dimettersi per aver copiato due terzi della sua tesi di laurea.

Per questo motivo vorrei avere il passaporto tedesco. Perché in Germania al bunga bunga ministeriale, sono certa, non si arriverà mai!

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